“Dov’è il vostro Sud?” ho chiesto a Maroezka. “Quale sud?” mi ha risposto guardandosi attorno. Possiamo viaggiare obliqui, pendendo a destra, a sinistra, avanti, indietro ed incerti rimanere in bilico. Oppure in verticale, sfidando ostinazione e il vento dei punti cardinali. Qui era meglio stare orizzontali, come i procreatori, i negligenti che vogliono rimanere a riposo nelle smagliature, nelle increspature del presente. Era possibile solo abitare le circostanze, gli incroci tra il visibile e l’invisibile, la provvisorietà delle connessioni che ci chiedono trascendenza. Così, senza un sistema sovra-determinato e senza determinarne alcuno, siamo andati alla deriva tra Tamboerskloof e Gardens, Bo-Kaap e Foreshore, le Township, Woodstock, Muizenberg, Kalk Bay, Fishhoek,Waterfront dirottandoci a Simonstown, Clifton e Camps Bay, tanto a est fino a Cape Point, quanto a ovest lungo la west Coast. “Un museo non è un museo se non può essere visitato da tutti” ci ha detto Massimo quando siamo arrivati a Cape Town. Incontrare l’altro è stato questo esercizio di cambiamento reciproco. Loro nella libertà di costruire le condizioni di un incontro inatteso e libero, noi di fare ora di quella nostalgia la rincorsa per un salto nel Blu*.

Simone Azzoni


Blu project

Blu è la visione soggettiva di un Sudafrica contaminato dalle diversità.
Blu come ciò che si vede nel Canale B di una immagine.

Il non definito. Realizzato in Sudafrica nel luglio 2018 in un viaggio a 4 mani. Progetto realizzato quasi interamente con iPhone (ritratti con macchina digitale). I testi di Simone Azzoni sono stati scritti a mano su ogni copia e tradotti su un foglio color pesca che accompagna la zine.

Finito di stampare nel maggio 2019.

text translation: Davide Josè Marra

 
 

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